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In Italia si distingue tra beni immobili e beni mobili.

I beni mobili a loro volta si distinguono tra beni mobili registrati e beni mobili non registrati.

Beni mobili registrati sono ad esempio le automobili e le imbarcazioni.

Il cavallo è un bene mobile non registrato.

Il fatto che esista un registro pubblico dei cavalli (l’anagrafe equina di UNIRE) non significa che il cavallo sia un bene mobile registrato.

Infatti, la natura di bene mobile registrato dipende dal particolare regime di circolazione eventualmente previsto per il bene dalla legge che ha introdotto l’obbligo di registrazione.

La legge che ha istituito l’anagrafe equina non ha previsto alcun regime speciale per la circolazione dei cavalli.

Pertanto, il trasferimento della loro proprietà (e cioè nel linguaggio giuridico la loro circolazione) è disciplinato dalle regole comuni previste per il trasferimento dei beni mobili non registrati.

Di conseguenza:

1) Il cavallo può essere venduto anche in forma orale. Non è richiesta la forma scritta per la validità del contratto. Men che meno è richiesto l’atto pubblico (ad esempio, il rogito notarile) o la scrittura privata con autentica delle firme.

E’ chiaro che in caso di compravendita orale le parti potrebbero avere difficoltà a dimostrare in giudizio che la vendita ha avuto effettivamente luogo.

Tuttavia, questo è un problema che riguarda la prova dell’esistenza di un fatto e non ha nulla a che vedere con la validità dell’atto (e cioè del contratto concluso oralmente).

2) L’acquirente che acquista un cavallo da un soggetto che non ne è proprietario diventa ciò nonostante proprietario al momento della consegna del cavallo (cd. Acquisto dal non proprietario).

Il proprietario originario (a questo punto ex proprietario) può pretendere la restituzione del cavallo solamente dimostrando la mala fede dell’acquirente e cioè che egli sapeva che il venditore non era proprietario oppure che egli ha ignorato questa circostanza con colpa grave.

3) Siccome il cavallo è un bene mobile non registrato e quindi ogni eventuale trascrizione o iscrizione presso l’anagrafe equina è irrilevante ai fini del passaggio della proprietà, il proprietario del cavallo non è necessariamente il soggetto che figura come tale presso l’anagrafe equina. Se il venditore vende un cavallo ma omette di informarne l’anagrafe equina la vendita è perfettamente valida ed efficace.

Pertanto il compratore diventa proprietario al momento della vendita anche se egli non figura come tale presso l’anagrafe equina.

Viceversa se il proprietario non vuole figurare come tale (ad esempio per ragioni fiscali) può simulare una vendita di cavallo e fare registrare il passaggio di proprietà presso l’anagrafe equina.

In questo modo egli non figura più come proprietario del cavallo all’esterno. Tuttavia, egli rimane il proprietario a tutti gli effetti di legge. A questo proposito si può ricordare che il fatto di essere proprietario di un cavallo rileva oltre che sotto il profilo fiscale anche sotto il profilo delle responsabilità penali e civili.

E quindi, ad esempio, se un cavallo è registrato all’anagrafe come proprietà di Tizio ma invece è proprietà di Caio, il soggetto che abbia subito un danno ingiusto a causa del cavallo può chiedere il risarcimento del danno a Caio e cioè al vero proprietario. Anche a questo fine non rileva chi sia il proprietario “apparente” (e cioè quello che risulta come tale all’anagrafe) ma piuttosto chi è il proprietario reale.

Infine si può ricordare che il venditore di un cavallo è obbligato a denunciare la vendita per la registrazione presso l’anagrafe equina di UNIRE entro sette giorni dalla conclusione.

In mancanza incorre in una sanzione amministrativa che può variare tra i 300 e i 1.800 euro per ogni cavallo venduto (vedi il decreto legislativo 29/2011).

Si ribadisce però che la denuncia non è necessaria ai fini della validità dell’atto di vendita.

La vendita è perfettamente valida anche in mancanza della denuncia.

Approfondimento a cura dell’Avv. Giorgio Afferni